STILI DI ATTACCAMENTO

Lo stile di attaccamento è la modalità che ognuno di noi utilizza per relazionarsi con gli atri. Si forma nei primi due anni di vita, in base alle risposte che i caregivers (mamma e papà) danno ai bisogni del bambino: un caregiver più responsivo che riconosce e accoglie i bisogni del bambino infonderà sicurezza, al contrario un caregiver meno responsivo infonderà meno sicurezza. Proprio in base a queste risposte ognuno di noi si crea un’immagine di sé e un’immagine degli altri che guiderà le nostre interazioni e relazioni.

Quali sono gli stili di attaccamento? (individuati da Mary Ainsworth)

STILE A o evitante: si aspetta di essere rifiutato seccamente, non ha fiducia nella figura di attaccamento. Tenta di vivere la propria vita emotiva senza l’amore e il sostegno degli altri. Utilizza strategie di evitamento: soppressione delle emozioni, falsa autonomia, negazione dei propri bisogni.

STILE B o sicuro: ha fiducia nella disponibilità, comprensione e attenzione della figura di attaccamento. Si aspetta che i propri stati d’animo vengano accolti e capiti. Esprime e regola le proprie emozioni. Esplora in modo sicuro il mondo esterno.

STILE C o ansioso ambivalente: non ha certezza nella risposta della figura di attaccamento. È molto incline all’angoscia di separazione, tende ad aggrapparsi all’altro, esplorare il mondo gli crea ansia. C’è una forte ambivalenza: utilizza comportamenti aggressivi, minacce di abbandono per controllare l’altro, enfatizza i propri bisogni, esprime esageratamente le proprie emozioni.

STILE D o disorganizzato: la figura di attaccamento è ricercata per avere cura e protezione ma è al tempo stesso fonte di pericolo e paura. Questo stile deriva da esperienze di maltrattamento, trascuratezza, abuso, o dalla relazione con figure di attaccamento che hanno disturbi psichiatrici o vivono un lutto. È travolto dallo stress e non ha una strategia organizzata per affrontarlo, a causa del potenziale pericolo. Utilizza un comportamento paradossale, non riesce a percepire i propri bisogni.

Il modo in cui ci relazioniamo con gli altri ha origine dalle esperienze di relazione che abbiamo avuto nella nostra infanzia

Curare le nostre ferite emotive e relazionali passate, ci permette di vivere al meglio le nostre relazioni nel presente